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Recensione “La morte nel villaggio”

Recensione “La morte nel villaggio”

Trama

A St. Mary Mead, un piccolo villaggio inglese, la vita scorre tranquilla. È l’ora di pranzo, in casa del parroco e la famiglia è riunita intorno al tavolo. Leonard Clement ha una moglie, Griselda, di 25 anni, ed un nipote, Dennis, di 16. Insieme a loro vive la cameriera, una ragazza di nome Mary. Il parroco osserva come chiunque abbia ucciso il colonnello Protheroe ha fatto sicuramente un favore all’intera umanità. Certo, cose che si dicono in preda all’esasperazione dopo una mattina passata con il suddetto, amministratore laico della parrocchia e giudice onesto ed inflessibile. Al colonnello sono stati segnalati degli ammanchi di cassa da alcuni parrocchiani; da lì, la richiesta di un appuntamento al parroco per il giorno seguente, alle sei di sera nello studio di Clement, per controllare i conti al fine di escludere un’appropriazione indebita. L’appuntamento viene spostato dallo stesso Protheroe per le sei ed un quarto: lo sentono tutti, visto che ciò viene annunciato per strada, con il solito tono alto che lui usa a causa di problemi di udito. Sfortunatamente il parroco Clement riceve una chiamata che lo allontana da casa; quando vi ritorna, lo trova nel suo studio, riverso sulla scrivania, ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Tanti i possibili sospetti, numerosi i potenziali moventi. Per fortuna vicino al vicariato abita Miss Marple: la sua passione per lo studio della natura umana ed il birdwatching, uniti al suo aspetto mite ed inoffensivo, saranno decisivi per la risoluzione del caso.

Perché leggere questo libro?

  • Per godere di una buona lettura dal ritmo vivace e dal tono a tratti piacevolmente ironico
  • Per immergersi in un tempo nei quali i ritmi erano molto diversi da quelli contemporanei
  • Per capire fino a che punto l’apparenza possa ingannare
  • Per studiare, insieme a Miss Marple, la natura umana

Recensione completa

Questo è il romanzo d’esordio di Miss Marple e del suo mondo, St. Mary Mead. Una felice intuizione, quella di Agatha Christie, che prende a modello della signorina Marple la sua zia-nonnina e le sue amiche. Relegata in quel piccolo angolo di mondo, è molto intuitiva e riesce a determinare degli schemi che regolano gli eventi. In fin dei conti, usa il metodo scientifico degno dei più rinomati uomini di legge, ma a differenza loro, sfugge da ogni tipo di pubblicità. Pur sapendo molto della vita, non è presuntuosa e non fa pesare questa superiorità intellettuale. Le persone si sentono a proprio agio con lei, che riesce quindi a provocare negli altri le reazioni più spontanee. La considerano una vecchia zitella pettegola ed invadente, tuttavia innocua.

Il parroco è la spalla della vera e propria detective; seppur inconsapevolmente, sarà occhi ed orecchie di Jane Marple, la quale poi saprà interpretare correttamente i fatti a lui raccontati. Lui sarà il narratore e grande estimatore delle sue doti. Leonard Clement è buono, ingenuo, amante della vita familiare, dalla mentalità aperta, è un buon ascoltatore, una persona che ispira molta fiducia. Il perfetto contraltare della più cinica Miss Marple, che preferisce sospettare sempre un po’ di tutti ed è estremamente consapevole degli slanci e dei limiti della natura umana.

Oggi sarebbe diventata un’ottima poliziotta: di certo alcune sue caratteristiche si ritrovano in altre figure simili, sia nella letteratura che nelle serie televisive. Sono forse quelli i tratti che ce li fanno amare di più.


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